«La risposta è sì». È questa la posizione netta di Roberto Monaco sul tema dell’educazione continua in medicina, espressa in un intervento pubblicato su Panorama della Sanità.
Secondo Monaco, il sistema ECM non è un semplice adempimento amministrativo, ma una leva strategica per la qualità delle cure e la sicurezza dei pazienti. Nel corso degli anni avrebbe saputo evolversi, passando da un modello percepito come burocratico a uno più maturo e flessibile, capace di integrare nuove tecnologie, simulazione, intelligenza artificiale e formazione sul campo.
Monaco sottolinea come gli ECM vadano letti come una politica per la qualità delle cure e la dignità dei professionisti sanitari, in un sistema che punta a migliorare le competenze e la sicurezza. La formazione continua, afferma, non è solo un obbligo professionale, ma una responsabilità etica e civile.
In un contesto di rapidi cambiamenti scientifici e tecnologici, la competenza non può essere considerata acquisita una volta per tutte. «Restare aggiornati significa restare capaci di curare e custodire il patto di fiducia tra professionista e paziente», conclude Monaco. La formazione continua, quindi, sarebbe la risposta necessaria a un mondo in cui conoscenze scientifiche, tecnologie, bisogni delle persone e fragilità sociali cambiano continuamente.

