“La morte di un essere umano non può diventare uno spettacolo da offrire al mondo.” È il messaggio lanciato dal Presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (FNOMCeO), Filippo Anelli, in occasione della Giornata mondiale contro la pena di morte, intervenendo sull’annuncio della trasmissione in diretta streaming dell’esecuzione di Nidal Hasan, condannato per la strage di Fort Hood del 2009.

“La centralità della persona, i diritti umani e i limiti all’esercizio del potere sono valori che l’Occidente ha posto a fondamento della propria civiltà giuridica”, ha affermato Anelli. “Quando la morte di un essere umano viene esibita come dimostrazione di potere, questi principi mostrano tutta la loro fragilità.”

Il Presidente della FNOMCeO ha espresso sgomento per l’annuncio di un’esecuzione trasformata in evento mediatico, sottolineando che “la gravità dei crimini commessi non cancella l’umanità di chi ne è responsabile”. Anelli ha voluto dedicare un pensiero alle vittime della strage e alle loro famiglie, ricordando che “il rispetto del loro dolore esige giustizia e memoria”, ma che trasformare un’esecuzione in un evento mediatico rischia di alimentare altra violenza e odio.

“I medici curano senza discriminazioni, rispettano la dignità della persona anche quando ha perso la libertà o si è resa responsabile di crimini”, ha ribadito, richiamando i valori della professione e la responsabilità verso le nuove generazioni. “Quale messaggio consegneremmo ai ragazzi mostrando una morte deliberatamente inflitta come un evento da seguire sullo schermo?”

Anelli ha sottolineato il rischio di provocare sofferenza nelle vittime e nei loro familiari, ma anche di favorire nei giovani l’assuefazione alla violenza. “Il diritto di informare comporta una responsabilità verso le persone e la comunità”, ha concluso, invitando a rafforzare il rispetto della dignità umana, soprattutto nei momenti di maggiore tensione sociale.

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