Sanità sotto pressione. La Fondazione GIMBE lancia l’allarme sulla Manovra 2027, definendola insufficiente per rafforzare strutturalmente il Servizio Sanitario Nazionale (SSN). La quinta legge di bilancio del Governo Meloni prevede un aumento del Fondo Sanitario Nazionale (FSN) a 146,3 miliardi di euro nel 2027, 147,1 miliardi nel 2028 e 148,2 miliardi nel 2029, con un incremento complessivo di soli 2,4 miliardi nel triennio. Il divario tra FSN e spesa prevista arriva a 25,8 miliardi, mentre l’incidenza del FSN sul PIL scende al 6,11% nel 2027 e sotto il 6% nei due anni successivi.
Nel 2025, i cittadini hanno speso oltre 42,4 miliardi di euro per la sanità, con 5,6 milioni di persone che hanno rinunciato a visite ed esami. Il Presidente della Fondazione GIMBE, Nino Cartabellotta, sottolinea che la Manovra “conferma che il Governo si avvia a chiudere la legislatura senza aver assicurato al SSN un rafforzamento strutturale”. La Legge di Bilancio è stata criticata per un aumento del FSN di soli 7,1 miliardi contro oltre 18 miliardi richiesti dalle Regioni, che faticano sempre più a garantire i servizi sanitari.
La Manovra 2027 segna la quinta legge di bilancio del Governo Meloni, confermando l’incapacità di assicurare al SSN un rafforzamento strutturale. I modesti incrementi del Fondo Sanitario Nazionale (FSN) non compensano l’aumento dei costi e il ricorso alla spesa privata. Le Regioni faticano a garantire i servizi sanitari, mentre l’SSN perde attrattività per i professionisti e crescono le disuguaglianze.
In allegato il comunicato stampa integrale.

