“Esprimiamo sconcerto per la scelta di non prevedere il coinvolgimento del Ministero della Salute nella definizione delle prestazioni acquistabili con la Carta sanitaria per gli anziani, in particolare per quanto riguarda le attività di assistenza territoriale e domiciliare, che rischia di marginalizzare il ruolo del Dicastero e del suo Ministro, Orazio Schillaci, al quale ribadiamo la nostra solidarietà”. Così il Presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, Filippo Anelli, che ha commentato il Disegno di legge di bilancio in cui è inserita la manovra.
“Sul piano economico, la manovra non accoglie la richiesta di 5,5 miliardi aggiuntivi avanzata dal Ministro, che avrebbe consentito di attenuare le difficoltà del Servizio sanitario nazionale. Le risorse per la salute servano a garantire ai cittadini le cure di cui hanno bisogno, nei tempi dovuti”, ha aggiunto Anelli.
Secondo il Presidente della FNOMCeO, la manovra “continua a non intervenire in modo organico sulle professioni sanitarie, medici e infermieri in particolare, e anzi rischia di alimentare quella frammentazione della risposta assistenziale che rappresenta uno dei punti deboli del nostro sistema”.
“Per la prima volta, nel 2025, le dimissioni volontarie dei medici ospedalieri, 3.767, hanno superato i pensionamenti, 2.876. Senza professionisti – ha precisato Anelli – le Case della comunità e l’assistenza domiciliare non potranno funzionare. Occorrono investimenti stabili per il personale, per l’organizzazione dei servizi e per mantenere quel collegamento tra medici, infermieri e altri professionisti sanitari che è la caratteristica più importante del nostro Servizio sanitario nazionale, insieme alla presa in carico continuativa dei pazienti”.
“L’elemento più rilevante è la cronicità – ha proseguito –. In Italia vivono circa 19 milioni di persone di 60 anni e più, e stimiamo che oltre 14,3 milioni di queste abbiano almeno una malattia cronica. Assisterle significa soprattutto garantire loro un medico di riferimento, cure continuative e un sistema sanitario che funzioni. Investire significa prevenire complicanze e aggravamenti, contribuire ad allungare la vita delle persone e migliorarne la qualità”.
“La Carta sanitaria – ha concluso Anelli – è finanziata con 1,645 miliardi di euro per il solo 2027 e la sua attuazione è affidata a un decreto del Ministero della Salute. Siamo preoccupati che le risorse continuino a essere frammentate in interventi temporanei, senza una visione organica. Il sostegno agli anziani deve garantire loro accesso ai servizi e alle prestazioni di cui hanno bisogno, senza sostituirsi alle cure e senza compromettere l’equità del sistema”.

