Il TAR Molise ha accolto il ricorso della FNOMCeO, con il Presidente Filippo Anelli, insieme agli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Campobasso e di Isernia, annullando parzialmente la disciplina regionale per l’esercizio temporaneo delle professioni sanitarie basato su titoli conseguiti all’estero e non ancora riconosciuti dal Ministero della Salute, secondo quanto riportato da RaiNews.

La sentenza n. 420, pubblicata il 14 ottobre, chiarisce che, sebbene la normativa nazionale consenta alle Regioni di semplificare le procedure per far fronte alla carenza di personale, ciò non può avvenire a scapito delle garanzie per i pazienti.

“La sicurezza delle cure passa dalla verifica delle competenze”, ha dichiarato Anelli.

Il TAR ha stabilito che la Regione Molise ha omesso di definire contenuti minimi e modalità delle verifiche sulla congruità del percorso formativo, rendendole di fatto eventuali anziché obbligatorie.

La sentenza afferma che la disciplina regionale ha introdotto una verifica sostanziale delle competenze dei professionisti con qualifiche conseguite all’estero.

Il TAR ha annullato parzialmente i provvedimenti impugnati, che prorogavano dal 31 dicembre 2027 al 31 dicembre 2029, e ha disposto che l’Amministrazione regionale disciplini adeguate verifiche dei percorsi formativi.

Anelli ha sottolineato che “la carenza di personale richiede risposte strutturali e investimenti sui professionisti”.

La sentenza si allinea con le precedenti decisioni del TAR Lombardia.

Infine, il TAR ha confermato la giurisdizione e la legittimazione ad agire della FNOMCeO e degli Ordini di Campobasso e di Isernia, riconoscendo che la Federazione agisce a tutela di un interesse proprio e della categoria, legato alla salvaguardia dei professionisti e al corretto esercizio dell’arte medica.

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